L’arte di Luca Moretto supportata da: Staygreen Venezia, RobertoPamio+Partners & Mungo Italia

Salvaguardia dell’ambiente e innovazione tecnologica si fondono in un progetto originale che vede la creatività dell’artista veneziano Luca Moretto trasformare in opere d’arte gli eco-arredi di design ideati da Staygreen attraverso l’applicazione dei nuovi siliconi Mungo in sintonia con la sostenibilità ambientale.

MarilynMurrinaPop_Cork_Luca
Prodotti unici, disegnati da Roberto Pamio & Partners e realizzati artigianalmente interamente in Italia, gli arredi Staygreen sono frutto di un’attenta ricerca sui materiali che esprime un nuovo modo di vivere il design all’insegna dell’ecosostenibilità. Sedute, poltrone, divani, letti, tavoli e librerie sono creati unendo la carta e il cartone ad altri materiali alternativi e selezionati, capaci di incarnare un design pulito e naturale nelle forme.

CorkBlack+Luca
#Cartone #Design #Arte #Silicone #DilloColSilicone #SayItWithSilicone 

Il Lungomare di Jesolo dedicato a Bebe Vio

DMG43163-copia-696x562

Grande successo per l’evento “Lungomare delle Stelle” che si svolge a Jesolo. Bebe Vio è la stella del 2017. Donata un’opera d’arte dal Comune della Città di Jesolo e consegnata dall’artista Luca Moretto.

di Antonella Amato – Bebe Vio, la campionessa paralimpica ha legato il proprio nome alla Città di Jesolo. Il tratto di lungomare dello stabilimento Nemo Beach (dove si cura nei minimi dettagli l’ospitalità per i disabili) avrà il suo nome. Dal 2001 Jesolo riconosce a grandi personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione, della musica, della scienza e dello sport, un tratto di passeggiata a mare. Un evento unico nel suo genere che ricalca un po’ la Walk of Fame di Hollywood. Il primo è stato Alberto Sordi, poi sono arrivati personaggi del calibro di Mike Bongiorno, Sofia Loren, Katia Ricciarelli, Andrea Bocelli, Gina Lollobrigida, Carla Fracci, fino ai più recenti Alessandro Del Piero, Federica Pellegrini e i Pooh.luca moretto Nel corso della manifestazione Bebe ha ricevuto un dono che le è stato consegnato dall’artista jesolano Luca Moretto ritenuto, dalle Istituzioni di Jesolo, la persona più adatta a tale compito per la sua incredibile storia di vita che lo accomuna alla campionessa, entrambi con protesi agli arti. “L’opera donata a Bebe era di un mio caro amico “Dante”, collezionista, ed era perfetta per la sua gioiosità e allegria. –  dichiara Luca Moretto – Ho ritenuto che rispecchiasse a pieno “la stella” che sarebbe venuta a Jesolo per ricevere l’intitolazione del tratto di Lungomare. Dal primo momento non abbiamo avuto alcun dubbio a mettere a disposizione quest’opera per donarla al Comune, – continua – affinché le fosse consegnata il giorno della cerimonia dal sottoscritto. Ringrazio il mio carissimo amico per il suo gesto, – conclude – oltre all’Amministrazione e al Sindaco per avermi dato l’opportunità di rappresentare la mia città in un evento molto importante ed emozionante”. Luca Moretto è stato invitato a questo evento per consegnare il dono alla campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio perché ha una storia di vita fatta di sacrifici e dolore ma anche di forza di volontà e soddisfazioni che si stanno amplificando sempre di più nel suo percorso di artista. Purtroppo Luca nel 1999 ebbe un incidente in moto che “si trasformò” in tragico e dal quale ne uscì vivo ma con l’amputazione di un arto. Oggi porta una protesi e soffre costantemente di dolori atroci al piede che gli è stato amputato. Ha subito più di trenta di interventi. Dopo l’amputazione sono comparsi i dolori, dolori atroci che lo costringono a giornate interminabili, notti insonne e farmaci a vita. A 18 anni di distanza vive ancora nel dolore, il suo caso è stato diagnosticato in “sindrome da arto fantasma” in una delle forme più gravi al mondo.  Il destino è stato beffardo con la sua famiglia, perché anche il suo papà purtroppo è stato costretto su una sedia a rotelle, anch’egli amputato di entrambe le gambe a causa di una malattia nelle arterie. L’arte ha aiutato moltissimo Luca ad affrontare il dolore. Nel 2006 ne è nata una passione che di li a qualche anno si è trasformata in lavoro. Questo l’ha motivato ad andare avanti, a porsi obiettivi che ha saputo concretizzare anche grazie alla caparbietà e alla dedizione al suo lavoro. Oggi è un artista molto apprezzato per l’originalità delle sue opere. Con orgoglio racconta delle collaborazioni con importanti aziende grazie alle quali in questi anni ha ricevuto grandi soddisfazioni. Infatti Vespa Venice, una delle sue opere più famose, è stata richiesta all’estero per essere esposta in Musei e Mostre internazionali. Di recente è stato premiato al Galà de l’Art di Monte Carlo. Oggi le sue opere sono esposte anche in Ambasciata d’Italia a Monte Carlo. La manifestazione “Lungomare delle Stelle” si è conclusa con entusiasmo e tanti applausi di un pubblico presente nonostante il grande caldo. Luca Moretto ha lasciato il palco dichiarando:  “Mi sento fortunato di aver potuto consegnare quest’opera a Bebe Vio, la stella più luminosa di tutte le edizioni!

 

Jesolo Live – TeleVenezia | La Silicone Art

Intervista a Luca Moretto, apprezzato artista jesolano che padroneggia l’arte del silicone, valvola di sfogo e di espressione della sua gioia interiore, in contrasto con i dolori provocati dalle conseguenze di un incidente stradale ormai ventennale.

Segui la video intervista…

Riccardo Ferrazzo per Jesolo Live – TeleVenezia

Abbiamo intervistato per voi Luca Moretto, artista iesolano che in pochi anni si è fatto conoscere e apprezzare sia in Italia che all’estero. Luca ci ha spiegato la sua “Silicone Art” e come il suo “progetto artistico” lo aiuti giorno dopo giorno ad affrontare i dolori ed i problemi (conseguenze di un incidente stradale) con cui vive da 18 anni.

Luca ha iniziato il suo percorso di artista nel 2005 approcciandosi al mondo della pittura figurativa attraverso un corso incentrato sul tema del “volto”. Non sentiva suo però quel metodo di espressione ed il tema trattato, trovandolo infatti costrittivo e limitante da quella che invece era la sua indole “astrattista” che sentiva di avere sin da ragazzino.Abbandonò il corso dopo pochi mesi per intraprendere un percorso di ricerca, allo scopo di ritrovare anche se stesso, che lo ha portato sin da subito alla scoperta di uno stile artistico del tutto personale.
Egli infatti cercava soprattutto una valvola di sfogo libera, che ha trovato mediante l’utilizzo di una tecnica mista basata sull’uso dei colori ad olio e acrilici ma la parte che creò curiosità ed interesse nelle sue opere e si rivelò da subito illuminante per lo stesso artista fu l’uso del silicone, materiale su cui nel tempo ne conseguì un percorso di ricerca e sviluppo che lo ha portato sino ad oggi, basando tutto il suo lavoro ed elevando ad arte questo materiale conosciuto generalmente come “d’uso comune”, tanto da arrivare a collaborare proprio con più aziende produttrici che distribuiscono i loro prodotti in tutto il mondo.
Le opere di Luca, però, non sono cupe o scure come potremmo essere orientati a pensare a causa del suo vivere immerso nel dolore fisico, sono bensì gioiose e caratterizzate da un’esplosione di colori vivaci, in grado di rappresentare ciò che lui sente dentro ma che quei dolori talvolta non permettono di intravedere, ovvero l’allegria e la voglia di vivere.
Tra le sue opere più importanti “Vespa Venice”, una vespa Piaggio completamente dipinta a mano che dal 2012 è in esposizione permanente al museo Piaggio di Pontedera/Pisa e che prima di quella tappa tanto ambita dall’artista ha partecipato al padiglione Italia della “54ª biennale di Venezia” curata dal Prof. Vittorio Sgarbi.
Ha partecipato anche a diverse edizioni del Fuorisalone di Milano (collaborando con aziende molto importanti e di vari settori) ma le sue opere sono arrivate anche in Cina, Russia e in più occasioni a Montecarlo dove da qualche mese ha dato il via a nuove collaborazioni.
Di recente, proprio nella “Revue Monegasca”, è stato anche premiato con un 3° posto al “6° Galà de l’Art” che gli darà accesso nelle sale dell’Ambasciata Italiana nel Principato di Monaco per esporre le opere premiate.
In dieci anni di carriera, Luca Moretto non solo sperimenta con il silicone, ma forgia loghi, slogan, aforismi… Impossibile non essere travolti dalla gioia di vivere che l’artista celebra nel suo motto:
“L’ottimismo può fondare le sue radici anche nel dolore”.

#Racconti di Soglia – Narrazioni dal vissuto del dolore

La storia di Luca ci porta in un doppio mistero, quello del dolore che rimane in un’arto fantasma, e quello dell’arte che torna come una salvezza piena di colore.

www.fondazioneisal.it/il-dolore-di-un-arto-fantasma-e-un-cammino-che-riprende-nellarte-la-storia-di-luca-moretto/

Vespa da collezione? Con Luca Moretto diventa rinascita!

Intervista di: Silvia Camnasio

luca-moretto


Luca Moretto è l’artista della Vespa Venice, un gioiello che oggi è esposto in modo permanente nel museo Piaggio. Ma dietro a questa opera d’arte si nasconde dolore e ricerca.

Quando ho ascoltato l’intervista di Luca, ho sorriso perché con il sorriso me l’ha raccontata. La sua vita è simile a moltissime persone che hanno perso qualcosa. (Ne avevo già parlato qui, ti ricordi? se non hai mai letto questo scritto ti consiglio di farlo, ti farà capire meglio di cosa sto parlando)

Perdere è un verbo quasi mai positivo.
Eppure, nella maggior parte dei casi, quando la vita ci toglie le nostre risorse, siamo obbligati, per superare le difficoltà a trovare dentro di noi la forza, per andare avanti, per ricominciare.

E questo è esattamente ciò che ha fatto Luca Moretto.

Luca è un ragazzo normale.

L’arte lo accompagna fin da piccolino.
Appassionato di astrattismo, sente da sempre il desiderio di creare opere colorate ma rimanda sempre:” devo lavorare per adesso, un giorno lo farò…”
Vive la sua vita, il suo lavoro, giorno dopo giorno.
Il primo sfizio vero, se lo prende nel 1997 dipingendo la Vespa Pop, e soddisfa due passioni contemporaneamente: il colore e le due ruote.

vespa-pop-luca-moretto

Poi un incidente in moto gli cambia la vita. 

Sembra una cosa da poco è il 1999, ma dopo 9 mesi di sofferenze indicibili, decide di farsi amputare la gamba sinistra dal ginocchio in giù, non può più vedere questo arto atrofizzarsi. Sente solo troppo dolore e nella speranza che la situazione possa finalmente migliorare, prende questa decisione.
Ma la situazione non cambia, anzi peggiora.

Il 1999 segna quindi una fine, o meglio un inizio.
L’inizio dell’artista vero che scoprirà dentro di sé nel 2006.

L’incidente toglie un arto a Luca dopo mesi di sofferenza. Ma non basta perché, oltre a questo, gli dona un compagno orrendo, presente sempre, giorno e notte.

E’ una costante che non lo abbandona mai e che gli fa compagnia come un’ombra, come un fantasma che non vedi, ma sai che c’è, anzi che c’era.
E’ lo spettro del suo arto che non si rassegna ad abbandonarlo.
E per fingere di esserci, duole, di un dolore orrendo, sordo, costante, continuo, martellante che ti toglie il fiato e la voglia di esistere e di fare qualunque cosa.
Non è un dolore normale. Nel suo peregrinare di dottore in dottore, viene definito come il caso più difficile al mondo, quello più grave mai incontrato ed irrisolvibile. Il suo “dolore da arto fantasma” non lo lascerà facilmente.

La ripartenza: Luca Moretto e il silicone

Ed è proprio da questo dolore che Luca riparte.
E quasi per caso scopre il silicone.
Decide di cominciare a dipingere ed acquista delle tele.
Arrivate a casa e sballate, il blocco dell’artista davanti al bianco che rimbomba, dura meno di un secondo.

In casa c’è del silicone in cartucce ed è un attimo, un amore a prima vista, una attrazione fatale e proprio così comincia tutto.

Le tele diventano il supporto perfetto per un materiale simile alla pelle umana, che puoi toccare e pasticciare senza che si deformi, morbido ed elastico, ma allo stesso tempo resistente ed immutabile.
Il colore poi esplode, nella trasparenza di questo materiale. Il contrasto delle forme in rilievo con il fondo piatto ad olio e acrilico, diventa originale ed irresistibile.

Ciò che mi colpisce dell’arte di Luca è che è fatta per tutti, perché coinvolge più di un senso. Non soltanto la vista, ma anche il tatto. L’udito, perché nella memoria quando vedi una Vespa d’epoca, ti viene immediatamente in testa il suo rumore borbottante,  l’odore di miscela acre, il sapore dell’estate e del vento in faccia. Le sue opere calamitano la curiosità del pubblico, dai bimbi agli adulti, quando se le trovano davanti non riescono a trattenersi dal metterci le dita e sentire quella materia che densità ha. Lo stupore dipinto sul viso delle persone che si accende in un sorriso di emozione pura è la soddisfazione più grande per Luca.

Ma torniamo alla sua storia.

Le sue opere in silicone piacciono tanto da indurre Saratoga e Mungo (multinazionale svizzera) a sostenerlo e a supportare le su idee in alcuni progetti.
E grazie a questo successo, riesce a superare il suo tormento o almeno a renderlo più sopportabile.
Ma è questo il suo pensiero principale:il dolore!

luca-moretto-silicone-murrina

E così ancora una volta Luca riesce ad affrontare questo molesto compagno cercando di sconfiggerlo facendo qualcosa di utile per lui e per tutti coloro che, come lui soffrono allo stesso modo.

Nel 2016 dona tre delle sue opere per la ricerca sul dolore cronico per l’ ISAL, una fondazione specializzata contro il dolore cronico, di cui per volere del Prof William Raffaeli (presidente fondatore della Fondazione di ISAL) Luca è anche un testimonial che possa dare un messaggio positivo per chi vive nel dolore di qualsiasi tipo.

Nel 2009 segue il restauro di un’altra Vespa su cui poi interverrà con la sua arte, abbandonando il silicone per un po’.

Nasce il sogno di Vespa Venice: l’opera d’arte che consacra Luca Moretto.

Nasce così la Vespa Venice che avrà un successo tale da farla girare per mezza Italia, fino ad arrivare in Russia, a San Pietroburgo per la mostra “la Vespa e il  cinema“.
Termina il suo viaggio nel Museo Piaggio, uno dei luoghi storici dove Vespa diventa arte per ricordare a tutti quanto significato ha avuto (ed ha ancora oggi) questo semplice ma geniale due ruote.

E’ fin da subito una delle Vespa maggiormente ammirate, perché è viva!

vespa-venice-luca-moretto

In questa opera d’arte le linee di colore partono dallo scudo anteriore e arrivano alle scocche posteriori con un’allegria di tinte accese che hanno l’intento di far interagire il pubblico, di sensibilizzarlo.
E c’è proprio riuscito.
Rispecchia la sua personalità allegra, il suo desiderio di fare ridere (la felicità è l’emozione più bella no?) anche quando magari una fitta lo prende, e lui cerca di sdrammatizzare davanti agli amici, facendo battute e facce buffe.
Chi è presente non riesce a non ridere nonostante la drammaticità del momento.

Luca riesce a volare e la soddisfazione di vedere questo incredibile successo, gli consente di resistere.
Ma impazzisce dal dolore ed il dolore lo ossessiona.

Ciò che trovo affascinante in questo ragazzo è la leggerezza con cui parla di sé. La semplicità con cui ti dice:”bisogna guardare il lato positivo delle cose“.
Da questo atteggiamento imparo a non lamentarmi dei piccoli problemi quotidiani, a vedere la vita da un altro punto di vista, a pensare che le persone sono altro rispetto a ciò che si guarda.

Sono quello che sono grazie alla mia storia, il dolore mi ha trasformato ed è
per questo che sono riuscito a fare ciò che faccio. I miei colori in rilievo donano
emozioni e questa è la mia soddisfazione più grande!

E’ il non rinnegare nulla.
Quando penso che la sua amputazione poteva essere evitata, perché dovuta ad un errore medico, mi verrebbe in mente una persona piena di rancore, di astio nei confronti di coloro che gli hanno rovinato la vita (perché non si può certo dire che sia bello soffrire come soffre Luca).
Lui non sa cosa sia il rancore, non si guarda indietro se non per ricordare che si può andare avanti, sempre, si deve!

“Mi piacerebbe essere un esempio per coloro che si lamentano per tutto, per coloro che si abbattono per nulla” mi dice e… beh per me lo è già.

Le sue opere sono pezzi unici e nascono d’istinto, da un idea, uno sguardo ad un colore, una finestra che si apre, un pennello che cola, tutto è ispirazione.

Il mio sogno nel cassetto? La Vespa Venice 946

Gli chiedo qual è l’opera che vorrebbe ancora creare, quale sogno nel cassetto è ancora chiuso nel cuore.

La Vespa Venice 946 mi risponde.

E’ la Vespa più bella in assoluto che, a mio avviso sia mai stata fatta. Sognerei davvero di poterla realizzare e dipingere. Ho tutto il progetto già in testa. Mi manca solo lei, la Vespa 946. La Vespa Venice 946 interpreta proprio me stesso, il modo in cui grazie all’arte ho trasformato il mio dolore in colore. La parte frontale avrà linee di color nero, e man mano si “fermano” e ripartono colorate. E’ come se la Vespa fossi io, che vedo davanti a me il “buio del dolore” ma che senza paura vi entro, lo affronto e lo trasformo in colore. Il tema è potente, è una figata …

Lo senti l’entusiasmo? Riesci a rimanere indifferente a queste parole? Io non ci sono riuscita ed ho lasciato tutta la frase che Luca mi ha detto intatta.

E allora da questo blog, mi piacerebbe davvero poter lanciare un appello: collezionisti, perché non entrare nella leggenda e sponsorizzare questo meraviglioso progetto di Luca Moretto?
Piaggio, se ci sei batti un colpo!

Hai fatto la 946 contro l’AIDS, fai una 946 contro il dolore! Luca Moretto e ISAL potranno aiutarti a rendere questa meravigliosa Vespa, una Vespa speciale davvero!


P.S. Anche questo incontro è frutto della mia cara amica Gloria Vanni, giornalista e blogger speciale per me e per tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarla.

Grazie Gloria, ti voglio bene!



: Lavoro alla Moto 39 dalla sua nascita. Oggi mi occupo prevalentemente di rispondere ai quesiti che i loro clienti mi pongono, tramite questo blog, sotto forma di articoli, oppure direttamente via mail.
Ma siamo fatti di tanti interessi, ecco perché il mio amore per gli animali, ma ha portato anche altrove, scopri il mio nuovo sito https://silviacamnasio.wordpress.com/

“Vespa Venice” in mostra a San Pietroburgo per la rassegna “LA VESPA E IL CINEMA”

Vespa_Venice_Luca_Moretto
Vespa Venice© di Luca Moretto

“LA VESPA E IL CINEMA”  – 9 / 20 novembre 2016
Inaugurazione: mercoledì 9 novembre 2016 ore 18.00
Evento promosso dall’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo e il Centro Studi Cinematografici Lenfilm, in collaborazione con la Fondazione Piaggio e il Centro Multimediale del Cinema.

“VESPA AND CINEMA” – November 9 / 20, 2016
Inauguration: Wednesday 9 November 2016 at 18h00
Event sponsored by the Italian Institute of Culture in St. Petersburg with Lenfilm, in collaboration with Piaggio Foundation and “Centro Multimediale del Cinema”.

[Click here for English version]

La Vespa e il Cinema” nasce dalla collaborazione fra la Fondazione Piaggio e il Centro Multimediale del Cinema per celebrare la storia del connubio tra il cinema e lo scooter più famoso del mondo che quest’anno compie settant’anni.

La mostra rende omaggio all’icona del design che ha rivoluzionato la mobilità e il costume,  non solo con l’innovazione tecnica, ma anche sul piano artistico ed estetico. E proprio a rappresentare l’estro creativo italiano, per l’occasione sono esposti tre splendidi modelli di Vespa d’autore, concessi dal Museo Piaggio di Pontedera:

1) Vespa “Venice” un modello Vespa 50 del 1967 rivisitata in chiave Pop da Luca Moretto. Realizzata nel settembre del 2010, è stata esposta alla 54esima Biennale di Venezia ed è ospite del Museo Piaggio dal 2012.
2) Vespa GTS 300 personalizzata nel 2010 da Ugo Nespolo;
3) Vespa “PX Dolce Vita Alcantara” personalizzata nel 2015 da Paola Navone.

Vespe d'autore - Museo Piaggio

Scrive Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Piaggio: “il grande successo riscosso a Pontedera – dove è stata inaugurata la prima volta al Museo Piaggio nel 2010 ed è rimasta fino a febbraio 2011 – ha fatto sì che questa mostra diventasse una sorta di “evento itinerante” celebrato sui palcoscenici culturali più autorevoli del mondo: da Torino, in occasione delle celebrazioni ufficiali dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ai Nastri d’Argento di Taormina, a Cannes, fino ad arrivare oggi a San Pietroburgo”.

L’itinerario narrativo della mostra, presentata grazie all’Istituto Italiano di Cultura e al Centro Studi Cinematografici Lenfilm, si snoda attraverso l’esposizione di immagini e la proiezione di film storici in cui la Vespa è protagonista.

Il primo appuntamento è per mercoledì 9 novembre alle 19.30 con la proiezione del film La dolce vita di Federico Fellini (1960) a cui faranno seguito:

Caro diario di Nanni Moretti (1993) – 13 novembre ore 19.30
Ratatouille di Brad Bird e Jan Pinkava (2007) – 20 novembre ore 10.00
Il segno di Venere di Dino Risi (1957) – 20 novembre ore 18.30

14900588_1237031119690951_3847789407569816447_n
Con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia – San Pietroburgo

#Alberta Dini – Mungo. Il silicone si trasforma in opera d’arte.

Il Commercio Edile

ce_ottobre_mungo.jpg

Dall’edilizia al mondo dell’arte e del design: i siliconi firmati Mungo, grazie all’estro creativo di Luca Moretto, da materiali sigillanti si sono trasformati in vere e proprie opere d’arte.

Luca Moretto, opera Murrina Pop Full Color
Luca Moretto, opera Murrina Pop Full Color

I polimeri siliconici di nuova generazione dell’azienda svizzera, ecosostenibili e mappati LEED, sono diventati uno dei materiali con cui Moretto ha realizzato le sue opere esposte alla Biennale di Venezia, a Milano, a Montecarlo e in Cina. L’artista di Jesolo,  ispirato dalle sue esperienze passate ha sperimentato l’uso del silicone su tela fino a riuscire a plasmarlo nelle forme più impensabili, conferendogli dignità e bellezza.

Luca Moretto, l'artista che crea opere con il silicone Mungo
Luca Moretto, l’artista che crea opere con il silicone Mungo

Dalle prime tele con colori a olio e silicone fino alle sculture e alle creazioni realizzate totalmente in silicone, l’evoluzione artistica di Luca Moretto è stata protagonista nei giorni scorsi di un’importante esposizione presso lo spazio Summer Art 2016 di Portopiccolo Sistiana (TS) a cura dell’associazione Woland Art Club. La mostra, allestita in concomitanza con lo svolgimento a Rio delle Paraolimpiadi, ripercorre i dieci anni della carriera di Moretto attraverso le sue opere più significative.

Mauro Leoni, direttore generale Mungo ItaliaMauro Leoni, direttore generale Mungo Italia

Tra le aziende promotrici della manifestazione e che da anni sostengono il lavoro e la creatività dell’artista veneto c’è Mungo, con il suo general manager Mauro Leoni che, abituato a concepire il silicone come qualcosa di unicamente funzionale, è rimasto affascinato e piacevolmente sorpreso nel vederlo diventare forma d’arte: «Luca riesce con maestria a unire forme e colori in opere d’arte uniche così belle e originali alla vista e al tatto quasi da trasformare il silicone in marmo del terzo millennio».

luca-moretto-marilyn-murrina-pop
Luca Moretto, Marilyn Murrina Pop

Un progetto di collaborazione “sostenibile” che vede i nuovi siliconi mappati LEED di Mungo protagonisti di un processo di reinterpretazione di oggetti d’arredo e pezzi di design come nel caso di Marilyn Murrina Pop – Blu Sorrento, la gigantesca lampada in cartone di Staygreen Venezia, disegnata dallo studio robertopamio+partners. Una partnership e un sodalizio, quello tra Mungo e Moretto, che nel 2015 ha portato l’artista a partecipare al Fuorisalone con l’esposizione “La Tecnologia Mungo e il Design Staygreen incontrano l’arte con Luca Moretto” andata in scena presso il Brera Design District durante la quale sono stati presentati gli EcoArredi di Staygreen Venezia.

LUCA MORETTO
L’arte di Moretto è diretta, gioiosa, ma arriva da un percorso doloroso (a 23 anni a causa di un incidente in motocicletta ha perso una gamba) che va indagato e assimilato insieme alle forme e ai colori. L’opera più conosciuta e che tuttora suscita un notevole impatto sul pubblico e sulla critica risale al 2010, non è realizzata in silicone bensì dipinta a mano con una tecnica a effetto rilievo. Si tratta di Vespa Venice, un esemplare del modello Piaggio datato 1967, che l’artista di Jesolo ha rivisitato in chiave pop con estro e fantasia per poi esporla alla 54esima edizione della Biennale di Venezia nel Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi. Nel 2012, Vespa Venice© è diventata ospite permanente del Museo Piaggio, oltre a essere considerata da ICON come una delle cinque versioni uniche più belle del celebre scooter italiano.
Mostra di Luca Moretto
Mostra di Luca Moretto, a Portopiccolo Sistiana (TS)

 

 

Vespa Venice© su ICON by Panorama.it “70 anni di Vespa in 5 modelli speciali”

Una selezione delle versioni uniche più belle del celebre scooter italiano, conservate al Museo Piaggio

VespaVenice-I
Vespa Venice© | Industrial by Luca Moretto

di Andrea Bressa

1946 – 2016, sono passati 70 anni da quando Piaggio, su progetto dell’ingegnere Corradino D’Ascanio, brevettava la Vespa, un mezzo a due ruote innovativo per tecnica e design, destinato a fare da apripista alla categoria scooter e, soprattutto, a diventare un’icona dello stile italiano amata in tutto il mondo.

Non solo un veicolo dunque, ma un oggetto di design unico nel suo genere, talmente apprezzato che è attualmente ospitato come pezzo permanente alla Triennale di Milano (Vespa 125 del 1951) e al MoMA di New York (Vespa GS 150 del 1955).

Negli anni si sono susseguite numerose versioni, tra cui le PX o le Special, solo per citare le più amate, che con il tempo sono diventate, in alcuni casi, rarità da collezionisti. Ma per ammirare vere e proprie opere esclusive è il caso di dare un’occhiata al Museo Piaggio di Pontedera, dove sono conservati numerosi modelli di Vespa unici, molto speciali, tra i quali abbiamo selezionato i più belli.

Vespa Dalì (1962) – Molto curiosa la storia che sta dietro a questa 150 S. Nel 1962 due studenti universitari spagnoli decidono di affrontare un giro del mondo in Vespa il 79 giorni. Il loro mezzo venne preparato dalla Motovespa, l’azienda iberica che produceva su licenza Piaggio, e fu battezzato dai ragazzi “Dulcinea”, in omaggio all’innamorata del Don Chisciotte di Cervantes. Ma il vero tocco di unicità lo diede Salvador Dalì: il grande artista volle decorare a modo suo la carrozzeria, mettendoci la sua firma e apponendo il nome della sua compagna Gala. C’è chi la considera la Vespa più preziosa in circolazione.

Vespa Alpha (1967) – Decisamente sopra le righe questo modello realizzato nel 1967 appositamente per il film Dick Smart, Agente 2007. Sulla base di una Vespa 180 Sueper Sport e modificata da Piaggio in collaborazione con la britannica Alpha Willis, la Vespa Alpha era in grado, nella finzione del lungometraggio, di volare come un elicottero, procedere sull’acqua e immergersi come un piccolo sottomarino.

Vespa ET4 150 Ferrari (2000) – L’incontro tra due icone del made in Italy non può che avere come risultato un prodotto dalla sobria eleganza. Questa ET4, contraddistinta da una colorazione in rosso e sella in pelle, celebra la vittoria del Cavallino nel Campionato Mondiale di F1 del 2000. Vennero prodotti pochi modelli personalizzati, battezzati con i nomi di Todt, Schumacher, Barrichello e Montezemolo.

Vespa Venice (2010) – Opera dell’artista veneto Luca Moretto (Jesolo, classe 1976), è in sostanza una Vespa 50 del 1967 riletta con efficacia in chiave Pop, attraverso un ampio uso di  vivaci colori a rilievo. Questo modello, prima di approdare al Museo Piaggio, è riuscito a guadagnarsi un posto anche alla 54esima Biennale di Venezia nel 2011.

Vespa PX 150° Anniversario Unità d’Italia (2011) – Per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, Piaggio ha sfornato nel 2011 questa versione speciale di uno dei modelli che hanno avuto più successo nella storia della Vespa, la PX del 1977. Livrea bianca, scocca in acciaio, cambio a quattro marce e un design intramontabile.