Il Lungomare di Jesolo dedicato a Bebe Vio

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Grande successo per l’evento “Lungomare delle Stelle” che si svolge a Jesolo. Bebe Vio è la stella del 2017. Donata un’opera d’arte dal Comune della Città di Jesolo e consegnata dall’artista Luca Moretto.

di Antonella Amato – Bebe Vio, la campionessa paralimpica ha legato il proprio nome alla Città di Jesolo. Il tratto di lungomare dello stabilimento Nemo Beach (dove si cura nei minimi dettagli l’ospitalità per i disabili) avrà il suo nome. Dal 2001 Jesolo riconosce a grandi personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione, della musica, della scienza e dello sport, un tratto di passeggiata a mare. Un evento unico nel suo genere che ricalca un po’ la Walk of Fame di Hollywood. Il primo è stato Alberto Sordi, poi sono arrivati personaggi del calibro di Mike Bongiorno, Sofia Loren, Katia Ricciarelli, Andrea Bocelli, Gina Lollobrigida, Carla Fracci, fino ai più recenti Alessandro Del Piero, Federica Pellegrini e i Pooh.luca moretto Nel corso della manifestazione Bebe ha ricevuto un dono che le è stato consegnato dall’artista jesolano Luca Moretto ritenuto, dalle Istituzioni di Jesolo, la persona più adatta a tale compito per la sua incredibile storia di vita che lo accomuna alla campionessa, entrambi con protesi agli arti. “L’opera donata a Bebe era di un mio caro amico “Dante”, collezionista, ed era perfetta per la sua gioiosità e allegria. –  dichiara Luca Moretto – Ho ritenuto che rispecchiasse a pieno “la stella” che sarebbe venuta a Jesolo per ricevere l’intitolazione del tratto di Lungomare. Dal primo momento non abbiamo avuto alcun dubbio a mettere a disposizione quest’opera per donarla al Comune, – continua – affinché le fosse consegnata il giorno della cerimonia dal sottoscritto. Ringrazio il mio carissimo amico per il suo gesto, – conclude – oltre all’Amministrazione e al Sindaco per avermi dato l’opportunità di rappresentare la mia città in un evento molto importante ed emozionante”. Luca Moretto è stato invitato a questo evento per consegnare il dono alla campionessa paralimpica di scherma Bebe Vio perché ha una storia di vita fatta di sacrifici e dolore ma anche di forza di volontà e soddisfazioni che si stanno amplificando sempre di più nel suo percorso di artista. Purtroppo Luca nel 1999 ebbe un incidente in moto che “si trasformò” in tragico e dal quale ne uscì vivo ma con l’amputazione di un arto. Oggi porta una protesi e soffre costantemente di dolori atroci al piede che gli è stato amputato. Ha subito più di trenta di interventi. Dopo l’amputazione sono comparsi i dolori, dolori atroci che lo costringono a giornate interminabili, notti insonne e farmaci a vita. A 18 anni di distanza vive ancora nel dolore, il suo caso è stato diagnosticato in “sindrome da arto fantasma” in una delle forme più gravi al mondo.  Il destino è stato beffardo con la sua famiglia, perché anche il suo papà purtroppo è stato costretto su una sedia a rotelle, anch’egli amputato di entrambe le gambe a causa di una malattia nelle arterie. L’arte ha aiutato moltissimo Luca ad affrontare il dolore. Nel 2006 ne è nata una passione che di li a qualche anno si è trasformata in lavoro. Questo l’ha motivato ad andare avanti, a porsi obiettivi che ha saputo concretizzare anche grazie alla caparbietà e alla dedizione al suo lavoro. Oggi è un artista molto apprezzato per l’originalità delle sue opere. Con orgoglio racconta delle collaborazioni con importanti aziende grazie alle quali in questi anni ha ricevuto grandi soddisfazioni. Infatti Vespa Venice, una delle sue opere più famose, è stata richiesta all’estero per essere esposta in Musei e Mostre internazionali. Di recente è stato premiato al Galà de l’Art di Monte Carlo. Oggi le sue opere sono esposte anche in Ambasciata d’Italia a Monte Carlo. La manifestazione “Lungomare delle Stelle” si è conclusa con entusiasmo e tanti applausi di un pubblico presente nonostante il grande caldo. Luca Moretto ha lasciato il palco dichiarando:  “Mi sento fortunato di aver potuto consegnare quest’opera a Bebe Vio, la stella più luminosa di tutte le edizioni!

 

​Città di Jesolo, 4 Luglio 2017, “Lungomare delle stelle” | Bebe Vio

È stato per me un orgoglio rappresentare ieri la mia città sul palco della spiaggia di Nemo!

 “Mi sento fortunato di aver potuto consegnare quest’opera a Bebe Vio, la stella più luminosa di tutte le edizioni”!

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Jesolo Live – TeleVenezia | La Silicone Art

Intervista a Luca Moretto, apprezzato artista jesolano che padroneggia l’arte del silicone, valvola di sfogo e di espressione della sua gioia interiore, in contrasto con i dolori provocati dalle conseguenze di un incidente stradale ormai ventennale.

Segui la video intervista…

Riccardo Ferrazzo per Jesolo Live – TeleVenezia

Abbiamo intervistato per voi Luca Moretto, artista iesolano che in pochi anni si è fatto conoscere e apprezzare sia in Italia che all’estero. Luca ci ha spiegato la sua “Silicone Art” e come il suo “progetto artistico” lo aiuti giorno dopo giorno ad affrontare i dolori ed i problemi (conseguenze di un incidente stradale) con cui vive da 18 anni.

Luca ha iniziato il suo percorso di artista nel 2005 approcciandosi al mondo della pittura figurativa attraverso un corso incentrato sul tema del “volto”. Non sentiva suo però quel metodo di espressione ed il tema trattato, trovandolo infatti costrittivo e limitante da quella che invece era la sua indole “astrattista” che sentiva di avere sin da ragazzino.Abbandonò il corso dopo pochi mesi per intraprendere un percorso di ricerca, allo scopo di ritrovare anche se stesso, che lo ha portato sin da subito alla scoperta di uno stile artistico del tutto personale.
Egli infatti cercava soprattutto una valvola di sfogo libera, che ha trovato mediante l’utilizzo di una tecnica mista basata sull’uso dei colori ad olio e acrilici ma la parte che creò curiosità ed interesse nelle sue opere e si rivelò da subito illuminante per lo stesso artista fu l’uso del silicone, materiale su cui nel tempo ne conseguì un percorso di ricerca e sviluppo che lo ha portato sino ad oggi, basando tutto il suo lavoro ed elevando ad arte questo materiale conosciuto generalmente come “d’uso comune”, tanto da arrivare a collaborare proprio con più aziende produttrici che distribuiscono i loro prodotti in tutto il mondo.
Le opere di Luca, però, non sono cupe o scure come potremmo essere orientati a pensare a causa del suo vivere immerso nel dolore fisico, sono bensì gioiose e caratterizzate da un’esplosione di colori vivaci, in grado di rappresentare ciò che lui sente dentro ma che quei dolori talvolta non permettono di intravedere, ovvero l’allegria e la voglia di vivere.
Tra le sue opere più importanti “Vespa Venice”, una vespa Piaggio completamente dipinta a mano che dal 2012 è in esposizione permanente al museo Piaggio di Pontedera/Pisa e che prima di quella tappa tanto ambita dall’artista ha partecipato al padiglione Italia della “54ª biennale di Venezia” curata dal Prof. Vittorio Sgarbi.
Ha partecipato anche a diverse edizioni del Fuorisalone di Milano (collaborando con aziende molto importanti e di vari settori) ma le sue opere sono arrivate anche in Cina, Russia e in più occasioni a Montecarlo dove da qualche mese ha dato il via a nuove collaborazioni.
Di recente, proprio nella “Revue Monegasca”, è stato anche premiato con un 3° posto al “6° Galà de l’Art” che gli darà accesso nelle sale dell’Ambasciata Italiana nel Principato di Monaco per esporre le opere premiate.
In dieci anni di carriera, Luca Moretto non solo sperimenta con il silicone, ma forgia loghi, slogan, aforismi… Impossibile non essere travolti dalla gioia di vivere che l’artista celebra nel suo motto:
“L’ottimismo può fondare le sue radici anche nel dolore”.

Vespa da collezione? Con Luca Moretto diventa rinascita!

Intervista di: Silvia Camnasio

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Luca Moretto è l’artista della Vespa Venice, un gioiello che oggi è esposto in modo permanente nel museo Piaggio. Ma dietro a questa opera d’arte si nasconde dolore e ricerca.

Quando ho ascoltato l’intervista di Luca, ho sorriso perché con il sorriso me l’ha raccontata. La sua vita è simile a moltissime persone che hanno perso qualcosa. (Ne avevo già parlato qui, ti ricordi? se non hai mai letto questo scritto ti consiglio di farlo, ti farà capire meglio di cosa sto parlando)

Perdere è un verbo quasi mai positivo.
Eppure, nella maggior parte dei casi, quando la vita ci toglie le nostre risorse, siamo obbligati, per superare le difficoltà a trovare dentro di noi la forza, per andare avanti, per ricominciare.

E questo è esattamente ciò che ha fatto Luca Moretto.

Luca è un ragazzo normale.

L’arte lo accompagna fin da piccolino.
Appassionato di astrattismo, sente da sempre il desiderio di creare opere colorate ma rimanda sempre:” devo lavorare per adesso, un giorno lo farò…”
Vive la sua vita, il suo lavoro, giorno dopo giorno.
Il primo sfizio vero, se lo prende nel 1997 dipingendo la Vespa Pop, e soddisfa due passioni contemporaneamente: il colore e le due ruote.

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Poi un incidente in moto gli cambia la vita. 

Sembra una cosa da poco è il 1999, ma dopo 9 mesi di sofferenze indicibili, decide di farsi amputare la gamba sinistra dal ginocchio in giù, non può più vedere questo arto atrofizzarsi. Sente solo troppo dolore e nella speranza che la situazione possa finalmente migliorare, prende questa decisione.
Ma la situazione non cambia, anzi peggiora.

Il 1999 segna quindi una fine, o meglio un inizio.
L’inizio dell’artista vero che scoprirà dentro di sé nel 2006.

L’incidente toglie un arto a Luca dopo mesi di sofferenza. Ma non basta perché, oltre a questo, gli dona un compagno orrendo, presente sempre, giorno e notte.

E’ una costante che non lo abbandona mai e che gli fa compagnia come un’ombra, come un fantasma che non vedi, ma sai che c’è, anzi che c’era.
E’ lo spettro del suo arto che non si rassegna ad abbandonarlo.
E per fingere di esserci, duole, di un dolore orrendo, sordo, costante, continuo, martellante che ti toglie il fiato e la voglia di esistere e di fare qualunque cosa.
Non è un dolore normale. Nel suo peregrinare di dottore in dottore, viene definito come il caso più difficile al mondo, quello più grave mai incontrato ed irrisolvibile. Il suo “dolore da arto fantasma” non lo lascerà facilmente.

La ripartenza: Luca Moretto e il silicone

Ed è proprio da questo dolore che Luca riparte.
E quasi per caso scopre il silicone.
Decide di cominciare a dipingere ed acquista delle tele.
Arrivate a casa e sballate, il blocco dell’artista davanti al bianco che rimbomba, dura meno di un secondo.

In casa c’è del silicone in cartucce ed è un attimo, un amore a prima vista, una attrazione fatale e proprio così comincia tutto.

Le tele diventano il supporto perfetto per un materiale simile alla pelle umana, che puoi toccare e pasticciare senza che si deformi, morbido ed elastico, ma allo stesso tempo resistente ed immutabile.
Il colore poi esplode, nella trasparenza di questo materiale. Il contrasto delle forme in rilievo con il fondo piatto ad olio e acrilico, diventa originale ed irresistibile.

Ciò che mi colpisce dell’arte di Luca è che è fatta per tutti, perché coinvolge più di un senso. Non soltanto la vista, ma anche il tatto. L’udito, perché nella memoria quando vedi una Vespa d’epoca, ti viene immediatamente in testa il suo rumore borbottante,  l’odore di miscela acre, il sapore dell’estate e del vento in faccia. Le sue opere calamitano la curiosità del pubblico, dai bimbi agli adulti, quando se le trovano davanti non riescono a trattenersi dal metterci le dita e sentire quella materia che densità ha. Lo stupore dipinto sul viso delle persone che si accende in un sorriso di emozione pura è la soddisfazione più grande per Luca.

Ma torniamo alla sua storia.

Le sue opere in silicone piacciono tanto da indurre Saratoga e Mungo (multinazionale svizzera) a sostenerlo e a supportare le su idee in alcuni progetti.
E grazie a questo successo, riesce a superare il suo tormento o almeno a renderlo più sopportabile.
Ma è questo il suo pensiero principale:il dolore!

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E così ancora una volta Luca riesce ad affrontare questo molesto compagno cercando di sconfiggerlo facendo qualcosa di utile per lui e per tutti coloro che, come lui soffrono allo stesso modo.

Nel 2016 dona tre delle sue opere per la ricerca sul dolore cronico per l’ ISAL, una fondazione specializzata contro il dolore cronico, di cui per volere del Prof William Raffaeli (presidente fondatore della Fondazione di ISAL) Luca è anche un testimonial che possa dare un messaggio positivo per chi vive nel dolore di qualsiasi tipo.

Nel 2009 segue il restauro di un’altra Vespa su cui poi interverrà con la sua arte, abbandonando il silicone per un po’.

Nasce il sogno di Vespa Venice: l’opera d’arte che consacra Luca Moretto.

Nasce così la Vespa Venice che avrà un successo tale da farla girare per mezza Italia, fino ad arrivare in Russia, a San Pietroburgo per la mostra “la Vespa e il  cinema“.
Termina il suo viaggio nel Museo Piaggio, uno dei luoghi storici dove Vespa diventa arte per ricordare a tutti quanto significato ha avuto (ed ha ancora oggi) questo semplice ma geniale due ruote.

E’ fin da subito una delle Vespa maggiormente ammirate, perché è viva!

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In questa opera d’arte le linee di colore partono dallo scudo anteriore e arrivano alle scocche posteriori con un’allegria di tinte accese che hanno l’intento di far interagire il pubblico, di sensibilizzarlo.
E c’è proprio riuscito.
Rispecchia la sua personalità allegra, il suo desiderio di fare ridere (la felicità è l’emozione più bella no?) anche quando magari una fitta lo prende, e lui cerca di sdrammatizzare davanti agli amici, facendo battute e facce buffe.
Chi è presente non riesce a non ridere nonostante la drammaticità del momento.

Luca riesce a volare e la soddisfazione di vedere questo incredibile successo, gli consente di resistere.
Ma impazzisce dal dolore ed il dolore lo ossessiona.

Ciò che trovo affascinante in questo ragazzo è la leggerezza con cui parla di sé. La semplicità con cui ti dice:”bisogna guardare il lato positivo delle cose“.
Da questo atteggiamento imparo a non lamentarmi dei piccoli problemi quotidiani, a vedere la vita da un altro punto di vista, a pensare che le persone sono altro rispetto a ciò che si guarda.

Sono quello che sono grazie alla mia storia, il dolore mi ha trasformato ed è
per questo che sono riuscito a fare ciò che faccio. I miei colori in rilievo donano
emozioni e questa è la mia soddisfazione più grande!

E’ il non rinnegare nulla.
Quando penso che la sua amputazione poteva essere evitata, perché dovuta ad un errore medico, mi verrebbe in mente una persona piena di rancore, di astio nei confronti di coloro che gli hanno rovinato la vita (perché non si può certo dire che sia bello soffrire come soffre Luca).
Lui non sa cosa sia il rancore, non si guarda indietro se non per ricordare che si può andare avanti, sempre, si deve!

“Mi piacerebbe essere un esempio per coloro che si lamentano per tutto, per coloro che si abbattono per nulla” mi dice e… beh per me lo è già.

Le sue opere sono pezzi unici e nascono d’istinto, da un idea, uno sguardo ad un colore, una finestra che si apre, un pennello che cola, tutto è ispirazione.

Il mio sogno nel cassetto? La Vespa Venice 946

Gli chiedo qual è l’opera che vorrebbe ancora creare, quale sogno nel cassetto è ancora chiuso nel cuore.

La Vespa Venice 946 mi risponde.

E’ la Vespa più bella in assoluto che, a mio avviso sia mai stata fatta. Sognerei davvero di poterla realizzare e dipingere. Ho tutto il progetto già in testa. Mi manca solo lei, la Vespa 946. La Vespa Venice 946 interpreta proprio me stesso, il modo in cui grazie all’arte ho trasformato il mio dolore in colore. La parte frontale avrà linee di color nero, e man mano si “fermano” e ripartono colorate. E’ come se la Vespa fossi io, che vedo davanti a me il “buio del dolore” ma che senza paura vi entro, lo affronto e lo trasformo in colore. Il tema è potente, è una figata …

Lo senti l’entusiasmo? Riesci a rimanere indifferente a queste parole? Io non ci sono riuscita ed ho lasciato tutta la frase che Luca mi ha detto intatta.

E allora da questo blog, mi piacerebbe davvero poter lanciare un appello: collezionisti, perché non entrare nella leggenda e sponsorizzare questo meraviglioso progetto di Luca Moretto?
Piaggio, se ci sei batti un colpo!

Hai fatto la 946 contro l’AIDS, fai una 946 contro il dolore! Luca Moretto e ISAL potranno aiutarti a rendere questa meravigliosa Vespa, una Vespa speciale davvero!


P.S. Anche questo incontro è frutto della mia cara amica Gloria Vanni, giornalista e blogger speciale per me e per tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarla.

Grazie Gloria, ti voglio bene!



: Lavoro alla Moto 39 dalla sua nascita. Oggi mi occupo prevalentemente di rispondere ai quesiti che i loro clienti mi pongono, tramite questo blog, sotto forma di articoli, oppure direttamente via mail.
Ma siamo fatti di tanti interessi, ecco perché il mio amore per gli animali, ma ha portato anche altrove, scopri il mio nuovo sito https://silviacamnasio.wordpress.com/

Intervista: Luca Moretto e le sue opere in “silicone colorato”. Quando il dolore genera l’Arte

2A News.it:  Antonella Amato

Vederle e avere timore di toccarle. Perché l’arte è materia da preservare. Sono le opere di Luca Moretto che attraverso un sapiente gioco di forme e colori ti danno al tatto quel senso di morbidezza e di benessere che solo un artista è in grado di trasmettere. Le sue creazioni in “silicone colorato” non solo esprimono un concetto nuovo di arte, ma fanno trasparire l’anima dell’uomo ancor prima di quella dell’artista. Un uomo che ha sperimentato sulla propria pelle il dolore. Sensazioni così diverse da quel che comunicano i suoi lavori, dove il desiderio di vivere, di correre e di sognare è il fil rouge di una creazione che prima ancora di essere materia è essenza. Luca Moretto nasce a Jesolo, in provincia di Venezia, nel 1976 e la sua prima formazione artistica si svolge presso l’Istituto Statale d’Arte I.S.A. di Venezia. Da sempre ha avuto la “voglia di fare arte”, la voglia di creare, di realizzare progetti ma anche soluzioni d’arredo. È voglia di esprimere arte. All’età di 23 anni, nel 1999, un incidente stradale cambia radicalmente la sua vita: tra sale operatorie, morfina e sofferenza non solo fisica ma anche psicologica, perché non riusciva a fare un lavoro normale a causa dei dolori. Luca è riuscito a trasformare il dolore in creatività, divenendo a tutti gli effetti un artista. In seguito, nel 2005, si iscriverà ad un corso di pittura per acquisire una maggiore padronanza tecnica. Infatti inizia a lavorare con i colori ad olio. Ha iniziato ad usare il silicone subito, dalle sue prime opere dell’inizio 2006, il corso di pittura l’ha terminato in anticipo perché ha sentito la necessità di andare oltre l’arte figurativa. Ma abbiamo chiesto direttamente a lui di svelarci il segreto della sua passione e soddisfare la nostra curiosità.

Continua…

#Alberta Dini – Mungo. Il silicone si trasforma in opera d’arte.

Il Commercio Edile

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Dall’edilizia al mondo dell’arte e del design: i siliconi firmati Mungo, grazie all’estro creativo di Luca Moretto, da materiali sigillanti si sono trasformati in vere e proprie opere d’arte.

Luca Moretto, opera Murrina Pop Full Color
Luca Moretto, opera Murrina Pop Full Color

I polimeri siliconici di nuova generazione dell’azienda svizzera, ecosostenibili e mappati LEED, sono diventati uno dei materiali con cui Moretto ha realizzato le sue opere esposte alla Biennale di Venezia, a Milano, a Montecarlo e in Cina. L’artista di Jesolo,  ispirato dalle sue esperienze passate ha sperimentato l’uso del silicone su tela fino a riuscire a plasmarlo nelle forme più impensabili, conferendogli dignità e bellezza.

Luca Moretto, l'artista che crea opere con il silicone Mungo
Luca Moretto, l’artista che crea opere con il silicone Mungo

Dalle prime tele con colori a olio e silicone fino alle sculture e alle creazioni realizzate totalmente in silicone, l’evoluzione artistica di Luca Moretto è stata protagonista nei giorni scorsi di un’importante esposizione presso lo spazio Summer Art 2016 di Portopiccolo Sistiana (TS) a cura dell’associazione Woland Art Club. La mostra, allestita in concomitanza con lo svolgimento a Rio delle Paraolimpiadi, ripercorre i dieci anni della carriera di Moretto attraverso le sue opere più significative.

Mauro Leoni, direttore generale Mungo ItaliaMauro Leoni, direttore generale Mungo Italia

Tra le aziende promotrici della manifestazione e che da anni sostengono il lavoro e la creatività dell’artista veneto c’è Mungo, con il suo general manager Mauro Leoni che, abituato a concepire il silicone come qualcosa di unicamente funzionale, è rimasto affascinato e piacevolmente sorpreso nel vederlo diventare forma d’arte: «Luca riesce con maestria a unire forme e colori in opere d’arte uniche così belle e originali alla vista e al tatto quasi da trasformare il silicone in marmo del terzo millennio».

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Luca Moretto, Marilyn Murrina Pop

Un progetto di collaborazione “sostenibile” che vede i nuovi siliconi mappati LEED di Mungo protagonisti di un processo di reinterpretazione di oggetti d’arredo e pezzi di design come nel caso di Marilyn Murrina Pop – Blu Sorrento, la gigantesca lampada in cartone di Staygreen Venezia, disegnata dallo studio robertopamio+partners. Una partnership e un sodalizio, quello tra Mungo e Moretto, che nel 2015 ha portato l’artista a partecipare al Fuorisalone con l’esposizione “La Tecnologia Mungo e il Design Staygreen incontrano l’arte con Luca Moretto” andata in scena presso il Brera Design District durante la quale sono stati presentati gli EcoArredi di Staygreen Venezia.

LUCA MORETTO
L’arte di Moretto è diretta, gioiosa, ma arriva da un percorso doloroso (a 23 anni a causa di un incidente in motocicletta ha perso una gamba) che va indagato e assimilato insieme alle forme e ai colori. L’opera più conosciuta e che tuttora suscita un notevole impatto sul pubblico e sulla critica risale al 2010, non è realizzata in silicone bensì dipinta a mano con una tecnica a effetto rilievo. Si tratta di Vespa Venice, un esemplare del modello Piaggio datato 1967, che l’artista di Jesolo ha rivisitato in chiave pop con estro e fantasia per poi esporla alla 54esima edizione della Biennale di Venezia nel Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi. Nel 2012, Vespa Venice© è diventata ospite permanente del Museo Piaggio, oltre a essere considerata da ICON come una delle cinque versioni uniche più belle del celebre scooter italiano.
Mostra di Luca Moretto
Mostra di Luca Moretto, a Portopiccolo Sistiana (TS)

 

 

Apre la retrospettiva di Luca Moretto a cura del Woland Art Club – 10 anni di Silicone-Art combattendo il dolore

Retrospettiva di Luca Moretto al Woland Art Club di Portopiccolo. Foto di Mirco Basso.
Retrospettiva di Luca Moretto al Woland Art Club di Portopiccolo. Ph. Mirco Basso.

Il nuovo spazio espositivo SUMMER ART 2016, a cura del prestigioso Woland Art Club, ospita dal 1 al 13 settembre le opere più significative della decennale carriera di Luca Moretto a Portopiccolo Sistiana. Si conferma un appuntamento imperdibile il vernissage inaugurale di  giovedì 8 settembre offerto da 32 Via dei Birrai nel quale si potrà degustare la famosa birra artigianale.  L’evento, realizzato con la partecipazione di aziende leader che da anni sostengono il lavoro dell’artista, come Saratoga, Mungo, Staygreen Venezia e Holbein & Partner, è stato volutamente proposto dal direttore della galleria Dr. Fabio Fonda in concomitanza con le Paralimpiadi di Rio che si inaugurano mercoledì 7 settembre, per permettere a Moretto di comunicare, attraverso la sua personalissima esperienza, un concetto che gli sta a cuore: “Nella disabilità non esiste solo lo sport ma anche altro. Voglio lasciare un messaggio positivo, ognuno deve trovare la propria strada anche nei momenti più difficili della vita.” L’artista coglie inoltre l’occasione per esprimere speranza e riconoscenza alla Fondazione ISAL, impegnata nella ricerca contro il dolore cronico, donando l’intero ricavato di tre opere che saranno battute da Basezero in un’asta aperta fino al 28 settembre.

Le creazioni di Moretto sono passate dalla Biennale di Venezia, da Milano a Montecarlo, e fino in Cina. Le esperienze del suo passato lo hanno ispirato a sperimentare l’uso del silicone su tela fino a riuscire a plasmarlo nelle forme più impensabili, conferendogli dignità e bellezza. Nel percorso espositivo saranno presenti le opere più significative della sua evoluzione artistica, dalle prime tele con colori ad olio e silicone, fino alle sculture e alle creazioni completamente in silicone.

Luca Moretto Retrospettiva
L’opera più conosciuta e che tuttora suscita un notevole impatto sul pubblico e sulla critica risale al 2010 e non è realizzata in silicone, ma dipinta a mano con una tecnica ad effetto rilievo. E’ Vespa Venice©, un esemplare del modello Piaggio datato 1967, che l’artista di Jesolo rivisita in chiave Pop con estro e fantasia per poi esporla alla 54° edizione della Biennale di Venezia nel Padiglione Italia curato da Vittorio Sgarbi (Sala Nervi / Torino). Nel 2012, Vespa Venice© diventa ospite permanente del Museo Piaggio, considerata da ICON come una delle 5 versioni uniche più belle del celebre scooter italiano. Nel 2014 il Museo Piaggio la sceglie come tributo per l’ottavo raduno mondiale del Vespa World Days e la espone nel “Temporary Museum” di Mantova, città natale di Roberto Colaninno.

La poetica di Moretto provoca delle emozioni inedite negli spettatori, questo gratifica l’artista ed alimenta la sua volontà di evolversi attraverso la ricerca di nuovi volumi, plasmando il silicone con un particolare gusto per i colori. Persino Francesco Sforza (A.D. di Saratoga) e Mauro Leoni (A.D. di Mungo Italia), abituati a concepire il silicone come qualcosa di unicamente funzionale, sono piacevolmente sorpresi nel vederlo diventare forma d’arte. Entrambe le aziende dimostrano l’apprezzamento per il lavoro dell’artista con l’offerta di una partnership.

Da sempre sperimentatore, l’artista realizza la prima Bugatti B35 partendo da una macchinina giocattolo. “Così nel 2014 nasce la versione Color Drops© White Edition con la collaborazione di Saratoga” racconta Moretto ” e da qui ha origine anche il tema Color Drops che ricorrerà nelle mie future tele e sculture.”

Luca Moretto Color Drops© Mini Blu Navy
Opera 15/14 – Color Drops© Mini | Blu Navy

Anche le murrine di ispirazione veneziana, registrate come format Murrina Pop©, sono un tema frequente che caratterizza sia le opere su tela che i supporti scultorei , come un’altra delle “macchinine” realizzate sempre con il supporto di Saratoga, la “Bugatti B35 Murrina Pop© | Bronzorame/Blue”.  Così Moretto inizia ad intervenire anche su oggetti d’arredo, reinterpretando pezzi di design come icone del contemporaneo. Un altro esempio è la Marilyn Murrina Pop© – Blu Sorrento, la gigantesca lampada in cartone di Staygreen Venezia disegnata dallo studio robertopamio+partners.

Partecipa quindi al Fuorisalone 2015 con due eventi: al Brera Design District espone gli EcoArredi di Staygreen Venezia, da lui lavorati con i siliconi Mungo e al Ventura Lambrate, grazie a Saratoga, realizza anche la mostra personale “A misura d’uomo” presso Spazio Tadini.

Appassionato sempre di più al mondo della comunicazione, Moretto continua il suo rapporto prolifico con la realtà aziendale. In occasione del compimento di 10 anni di attività di 32 Via dei Birrai realizza un’opera celebrativa che reinterpreta il logo del famoso birrificio artigianale, esposta poi alla grande la festa di anniversario nel giugno 2016 presso Palazzo Flangini di Venezia.

Dalle opere di Moretto scaturisce un’energia travolgente che accende il desiderio sensoriale nello spettatore, desiderio che l’artista incita a soddisfare permettendo di accarezzare le sue creazioni. Difficile resistere alla tentazione tattile delle sue tele che sembrano membrane viventi.

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L’arte di Moretto è diretta, gioiosa, ma arriva da un percorso doloroso che va indagato e assimilato insieme alle forme e ai colori perché poi ci ricompensa con un dono speciale: un messaggio di ottimismo e speranza per affrontare le difficoltà della vita.

Luca racconta: ” A 23 anni ho perso una gamba in seguito a un incidente in motocicletta che mi ha portato ad un calvario di operazioni fino all’amputazione.” Luca sperava che con l’amputazione il dolore passasse, invece peggiora a causa della “sindrome dell’arto fantasma”, un fenomeno dovuto a un’errata riorganizzazione del cervello, che non riesce ad escludere l’arto rimosso dagli schemi motori. Un dolore lancinante lo tormenta ancora oggi e si evolve adattandosi alle terapie. Luca però trova la determinazione per abbattere il muro della sofferenza. Il tragico evento fa nascere in lui un forte desiderio di riscatto. Si iscrive a un corso di pittura e studia varie tecniche, finché dalla sua voglia di reagire emerge finalmente una dirompente creatività.  L’arte diventa una cura per la mente: “Nel dipingere mi sfogo, tiro fuori quello che ho dentro, che non è il male, è la voglia di vivere. Attraverso il colore sdrammatizzo il dolore, soffro ugualmente il male dell’inferno, ma invece di stare a letto, mi metto al cavalletto e dipingo.

Luca si affida alle terapie del dolore in vari centri specialistici in Italia, incontrando nel 2011 la ricerca del Prof. William Raffaeli della Fondazione ISAL di Rimini, che gli è stata di supporto in questi anni con cure sperimentali e costose, finanziategli dalla stessa fondazione. “ISAL è un sostegno per chi ha dolori gravi come il mio. Era quindi mio desiderio chiudere il cerchio e restituire l’aiuto ricevuto, donando l’intero ricavato di tre mie opere che saranno battute all’asta da Basezero. ”

Luca Moretto

In dieci anni di carriera, Moretto non solo sperimenta con il silicone, ma forgia loghi, slogan, aforismi… La sua forza creativa è rivolta anche a una forma d’arte che possa essere veicolo di comunicazione: “Io credo che ognuno di noi, in questo mondo, abbia delle capacità e che con la determinazione possa raggiungere i propri obiettivi. Vorrei essere un piccolo esempio di come si può reagire al dolore e alla disabilità e trovare la propria strada nella vita… non solo nello sport, come spesso si limita a farci vedere la tv. Non si devono guardare solo le cose negative, perché altrimenti non si va da nessuna parte. E io, se penso al classico bicchiere ‘mezzo pieno o mezzo vuoto’, vedo prima di tutto un bicchiere… che aspetta solo di essere riempito.”

Impossibile non essere travolti dalla gioia di vivere che l’artista celebra nel suo motto: “L’ottimismo può fondare le sue radici anche nel dolore”. Questo è il messaggio di Luca Moretto e le sue Radici Silicoavventizie ne sono la prova. Toccare per credere!

 

Nicoletta Metri
Milano, 1 settembre 2016

La mostra apre dal 1 al 13 settembre, dalle ore 17.00 alle 21.00 (festivi compresi).
E’ possibile visitare in altri orari su appuntamento: info@wolandartclub.com
L’inaugurazione si terrà giovedì 8 settembre alle ore 20.00.
L’asta delle opere di Moretto, a cura di Basezero, chiuderà il 28 settembre.

 

Luca Moretto ringrazia tutte le aziende sostenitrici dell’evento:

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